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Educazione Del Cane articolo della Dott.ssa Cristina Baraldi
Per il
nostro nuovo cane non è quasi mai necessario un addestratore professionista, perchè il nostro compagno ha bisogno di imparare poche cose fondamentali
che in genere ogni proprietario è in grado di insegnargli.
BREVE STORIA DEL RAPPORTO CANE-UOMO
Il cane è
un animale tipicamente sociale: i suoi progenitori ancestrali e i suoi attuali parenti
selvatici (lupi, sciacalli ecc) sono organizzati in vere e proprie società dotate di
precise regole: l’adesione o meno a queste regole determinerà o meno il “successo“ dell’individuo, cioè la sua possibilità di nutrirsi, vivere
protetto, riprodursi.
In queste società di canidi esiste un
CAPOBRANCO, scelto sulla base dei suoi meriti biologici (la forza,
l'intelligenza, la salute), al quale tutti gli individui del gruppo fanno
riferimento, e nei confronti del quale manifestano deferenza. Sotto questo
cosiddetto Lupo Alfa gli altri membri del gruppo si muovono
all’interno di posizioni gerarchiche ben precise.
Non ci sono
notizie certe circa il momento e il modo in cui è iniziato il processo di
addomesticamento, ma circa 30-20mila anni fa i lupi già vivevano vicino agli insediamenti umani attirati dai residui dei pasti e tollerati dagli uomini: erano utilissimi come guardiani. Di certo i più mansueti tra loro sono stati accolti nei campi, e poi nel tempo hanno imparato a seguire i cacciatori nelle battute di caccia.
Comunque sia andata, la specie umana e quella canina hanno trovato una tale quantità di
vantaggi nella convivenza che da allora non si sono più lasciate; in questa
nuova società mista è stato subito chiaro chi doveva essere il capobranco,
l’uomo, soprattutto per la sua maggiore intelligenza.
Questa
capacità di deferenza e di riconoscimento di un capo sono alla base della
facilità con cui si può addestrare un cane, qualsiasi cane, di qualsiasi età.
Il nostro
nuovo amico è abituato da sempre a vivere in un clan, è felice di viverci, e
ha solo bisogno di sapere cosa si desidera da lui per poter dare il meglio di
sé nella società di cui fa parte.
ETA’ DELL’ADOZIONE
per molti comportamentisti l’età ottimale è attorno alla settima settimana
di vita, per favorire l’ "imprinting" cioè il riconoscimento del padrone come
capo. Inoltre a questa età di solito cessa l'allattamento materno. Di fatto i cuccioli
adottati hanno sempre almeno due mesi, perché prima dell’adozione
sono solitamente necessari trattamenti contro i parassiti intestinali ed
eventualmente la prima vaccinazione.
Non è un problema adottare cani adulti o
anziani, impareranno molto bene e si affezioneranno tantissimo al nuovo
padrone; le regole per l’addestramento sono le stesse dei cuccioli, a volte è
necessaria un po’ di pazienza in più se sono presenti vecchie abitudini da
correggere.
Può
capitare di prendere cuccioli molto più giovani, perché orfani o allontanati dalla
madre: in questo caso potrà mancare loro la fase di socializzazione con i
loro simili (madre e fratelli) e potranno avere in futuro problemi con
altri cani (paura, aggressività). Il rischio si previene facendo interagire il
piccolino con cani di parenti, amici,
vicini di casa, con attenzione. Questa interazione del cane con i suoi simili
dovrà essere incoraggiata anche in seguito.
Nelle prime fasi della sua vita, in
particolare nelle prime sedici settimane, il cane dovrà anche fare esperienza
delle cose che potrebbero spaventarlo: il trillo del telefono,
l’aspirapolvere, il tagliaerba, i tuoni e quant’altro. Se vede noi tranquilli
starà tranquillo anche lui.
Anche l’educazione
al comportamento con le persone estranee alla famiglia, e soprattutto coi
bambini, dovrà essere ben curata; non è difficile se cerchiamo di coinvolgere
il più possibile in nostro cane nelle attività della nostra vita, portandolo
con noi e abituandolo alle esperienze più diverse.
IL NOME. Quello
che volete, ma è bene che sia breve e con un suono ben riconoscibile, lo imparerà
prima. Usate il suo nome solo quando vi rivolgete a lui, non quando parlate di
lui con altri in sua presenza. Se ha già un nome che non vi piace, sceglietene
uno che possibilmente "suoni" in modo
simile.
VERSO CASA.
Avrete già pensato ad "adattare" la casa e il giardino all’arrivo del nuovo
ospite, eliminando le cose pericolose e tossiche, e mettendo al sicuro gli
oggetti danneggiabili.
Durante il tragitto tenete il cane vicino a voi o in braccio , se uggiola non
accarezzatelo, se vomita non mostratevi preoccupati. A casa mostrategli subito
il posto in cui può sporcare e lodatelo se lo utilizza, poi fategli vedere la
sua cuccia (comoda e calda, protetta e in un luogo tranquillo), il suo osso e i
giochi, la ciotola con il cibo. E’ bene che, almeno all’inizio, il percorso
bagno-ciotola-cuccia sia il più breve possibile, poi si potrà modificare.
Lasciatelo
libero di esplorare la casa e/o il giardino. Lasciatelo in pace soprattutto il
primo giorno; non vi conosce ancora, ha appena lasciato madre e fratelli ed è
a dir poco disorientato. Se uggiola prendetelo in braccio e coccolatelo senza
accarezzarlo.
Le prime
notti certi cuccioli piangono parecchio e come non capirli! Sembra crudele,
ma bisogna assolutamente ignorarli; lasciate con loro cibo, una luce accesa, magari
il tic tac di un orologio, giochi e un pupazzetto che faccia loro compagnia.
Capiranno presto che è normale così, che qualcuno prima o poi arriverà, e
tutto andrà bene.
Consigliamo
di evitare da subito che il cane dorma nelle camere da letto, e sul letto in
particolare.
EDUCAZIONE
ALLA PULIZIA: deve iniziare subito e non scoraggiatevi se ci vorrà un po’ di tempo. Il sistema
nervoso di un cucciolo è ancora in via di sviluppo e anche il controllo delle
funzioni arriva col tempo.
Se si pensache occorrono circa due anni per togliere
ad un bimbo il pannolino, le poche settimane che bastano a un cane sono
davvero poca cosa.
La zona
igienica può essere nel vostro giardino, in luoghi all’aperto durante le
passeggiate o anche in casa ad esempio su un terrazzo o eventualmente in bagno.
La lettiera
con sabbia igienica non è molto adatta per i cani che,al contrario dei
gatti, non hanno la necessità di coprire i loro escrementi, ma alcuni cuccioli
si abituano bene anche a quella. Attenzione che non mangino i sassolini!
Ricordate che
i cani (in particolare i cuccioli) sporcano dopo avere dormito, mangiato,
bevuto e giocato quindi può essere molto utile che siate presenti in quei
momenti, eventualmente precedendoli e mettendoli direttamente nel posto
prescelto, e lodandoli se lo utilizzano.
Se un cane
viene tenuto da subito soltanto in giardino, senza accesso alla casa,
è probabile che si troverà da
solo un posto un po’ appartato , ma è meglio aiutarlo indirizzandolo dove va
bene anche a voi.
Se verrà
tenuto prevalentemente in casa ci
dovremo organizzare diversamente. Utilizziamo traverse assorbenti o giornali
aperti e mettiamone uno in ciascuna delle
stanze frequentate dal cane, anche due o tre in locali ampi; possiamo bagnarli
con un po’ di urina che servirà da attrattivo. Lodiamo e premiamo il cane
quando li utilizza (il suo nome e BRAVO!), sgridiamolo con fermezza (il suo
nome e un NO secco) se vediamo che sta sporcando altrove e mettiamolo sulla
traversa (a costo di sgocciolare un po’ in giro…). Facciamo finta di niente se
la cosa è già successa e lui non è più lì (e pazienza).
Se pensiamo di utilizzare questo sistema anche
in futuro, magari perché non abbiamo tanto tempo per portarlo fuori, o abbiamo
orari molto irregolari, il numero delle traverse in giro per la casa diminuirà
mano a mano che lui cresce e acquista il controllo delle funzioni; alla fine
basterà una sola posizione.
Se vogliamo
abituarlo alle passeggiate igieniche mettiamo le traverse come detto
prima, ma cominciamo molto presto a portarlo fuori (attenzione alla copertura
vaccinale!) scegliendo i momenti più adatti (dopo mangiato, bevuto, dormito, giocato). Probabilmente il cane troverà dove ha sporcato un suo simile,
annuserà con interesse (attenti a che non mangi le feci!!) e "coprirà" con i
suoi rifiuti; a questo punto dovrete dire il suo nome e BRAVO!
Prendetel’abitudine di tenere in tasca un sacchetto di plastica con cui raccogliere le
feci (mano nel sacchetto, afferrare il tutto, rovesciare il sacchetto e
buttarlo in un cassonetto, fatto!).
Può essere
molto utile stabilire da subito un programma giornaliero degli orari dei pasti
in funzione delle uscite igieniche, che tenga conto dei tempi e delle
disponibilità di tutti i membri della famiglia.
Durante il
fine settimana e le vacanze è bene che gli orari del cane restino regolari,
almeno per qualche mese dopo l’adozione.
ADDESTRAMENTO
: ovvero come insegnare al nostro cane chi è il capobranco, chi sono gli altri
membri del gruppo e cosa questa società
vuole da lui.
L’addestramento
serve a dare gli insegnamenti necessari per una corretta convivenza, ma è
fondamentale anche per far capire al cane il suo ruolo subordinato nel gruppo.
Ogni cane
equilibrato tende a scegliersi il suo padrone (il suo capobranco, il lupo alfa)
soprattutto sulla base della sua
autorevolezza, ma anche in funzione del tempo che passa con lui, e forse anche di una vera e propria "empatia"; gli altri
membri della famiglia saranno visti dal
cane come componenti del branco, ciascuno nella sua posizione gerarchica.
L’addestramento
deve portare il cane a "percepirsi" in fondo alla scala. Questo non sarà per lui
motivo di frustrazione, è programmato per accettare sia il primo che l’ultimo
posto.
La sua felicità non sarà legata alla sua posizione, ma semplicemente alla sua
appartenenza a un clan in cui gli si vuole bene, si passa del tempo con lui,
si fanno cose divertenti e si è al riparo da fame e malattie.
E’ quindi
molto importante che all’addestramento partecipino tutti, bambini compresi, e
che ci sia tra le persone la massima coerenza.
E’
necessario scegliere un vocabolario di base da usare sempre (le parole: vieni, vieni qui e andiamo per noi significano la stessa cosa, per il cane
no!).
Per
l’addestramento di base non occorre molto tempo, dieci minuti al giorno
possono bastare, e deve essere fatto come un gioco divertente per tutti. I
cuccioli ( come i bambini) si stancano presto di un gioco e hanno fretta di
passare ad un altro. I bocconcini sono utili ma non indispensabili: in realtà
il cane trova la sua massima soddisfazione nel compiacere il suo capobranco, e
tanto gli basta.
Può essere
comunque utile fare le sedute di addestramento prima dei pasti, in modo che il
pasto arrivi come premio.
La dominanza: si abitua il cucciolo ad accettare
la nostra dominanza su di lui prendendolo in braccio, se si agita va tenuto
con calma e fermezza, lo lascia con un BRAVO
solo quando si è calmato.
Lo si può
anche rovesciare sulla schiena, accarezzandolo su addome e gola, probabilmente
lo accetterà. Quasi tutti i cuccioli si mettono spontaneamente in questa
posizione, manifestandoci così la loro subordinazione.
Lo si può
anche portare in un luogo sconosciuto e allontanarsi da lui: probabilmente
seguirà il padrone che dovrà accarezzarlo e lodarlo.
Collare
e guinzaglio : il
collare va messo subito , deve essere leggero e non troppo stretto, non deve
essere del tipo "a strangolo". Inizialmente il cane cercherà di toglierlo
grattandosi la zona del collo , ma si abituerà in fretta. Quando si sarà
abituato al collare potremo iniziare gli esercizi col guinzaglio.
Vieni : si consiglia di legare al collare
una corda di 6-7 metri e di esercitare una delicata trazione dicendo il nome del cane e VIENI!
BRAVO!
quando comincia a muoversi verso di voi.
BRAVO!
quando arriva da voi, una carezza e magari un bocconcino.
Seduto : per ottenere che il cane si sieda
può bastare tenere sospesa una mano sulla sua testa, eventualmente con un
bocconcino. Per vederla bene il cane si metterà seduto spontaneamente.
Immediatamente
il suo nome e BRAVO!
A terra
o resta : il
comando serve a ottenere che il cane impari a stare fermo e composto a terra,
sdraiato o in posizione di sfinge, finchè non gli diciamo “vieni” o non gli
diamo un altro comando.
Se ci
allontaniamo da lui mentre è in quella posizione, probabilmente inizierà ad
alzarsi per seguirci:
NO! + il
suo nome + A TERRA!
Se appena
si ferma un attimo BRAVO!
In
passeggiata : l’addestramento
al guinzaglio richiede spesso una buona dose di pazienza soprattutto coi
cuccioli. Il guinzaglio viene percepito dal cane come un gioco nella migliore
delle ipotesi, spesso come un impedimento fastidioso; certamente però, quando
avrà capito che la sua ubbidienza ci dà soddisfazione, farà di tutto per
compiacerci.
Ricordate
che deve imparare a stare sempre sullo stesso lato (decidete voi quale), che
stia sempre ben vicino alla vostra gamba, che non tiri (chi porta a spasso
chi?), che non si muova prima di voi.
Il gioco è
ancora lo stesso, con i nostri BRAVO di incoraggiamento se solo ci prova,
anche se l'apprendimento non è subito facile né perfetto.
Niente
dalla tavola per
diversi buoni motivi .La nostra dieta non è la stessa del cane, gli faremmo
del male. Il cane
deve imparare a non elemosinare cibo e deve lasciarci in pace quando mangiamo.
Deve
mangiare il suo pasto nel luogo scelto per lui.
E’ bene che
mangi dopo di noi o almeno durante il nostro pasto, MAI prima di noi.
Evitare
l’eccesso di attenzioni : certamente ci occuperemo tanto del nostro amico, lo nutriamo, lo
spazzoliamo, lo portiamo a spasso e giochiamo con lui. Però attenzione a non
vezzeggiarlo troppo e "gratuitamente" (benissimo invece i complimenti dopo un
comando ben eseguito), e a non dargli troppa attenzione. Potrebbero nascere
problemi durante la nostra assenza o, peggio , il cane potrebbe arrivare a
"pensarsi" su un gradino più alto della gerarchia, con conseguenze anche
pericolose.
Cani un
po’ troppo indipendenti : per razza, carattere o cattive abitudini, alcuni cani sono più o meno
riluttanti ad accettare la dominanza del padrone o di altri membri della
famiglia. Con questi soggetti è quanto mai importante seguire bene
l’addestramento di base, non permettere mai che prendano iniziative autonome,
evitare che stazionino in luoghi sopraelevati della casa (in cima alle scale,
su letti e divani) o in luoghi di passaggio. Devono mangiare dopo le persone,
non devono tirare il guinzaglio, devono entrare o uscire attraverso le porte
dopo di noi.
Potrà
essere utile, per questi tipetti un po’anarchici, stabilire compiti
quotidiani: una seduta di addestramento, farsi portare le pantofole o il
giornale, il gioco di riporto di un oggetto o altro.
Questi sono
i soggetti che più di altri possono avere bisogno di un addestratore
professionista.
Correzione
dei problemi : i problemi di comportamento
possono essere di diverso tipo e avere
diverse cause.
La
stragrande maggioranza dei problemi può essere controllata o del tutto risolta con una certa facilità.
E’ importante
evitare, in questi casi, di fare da sé a meno che non siamo esperti cinofili.
Parlatenene
con noi, vi potremo dare molte utili istruzioni o, eventualmente, consigliarvi
un comportamentista o un addestratore.
Un bel sito
internet per approfondire alcuni aspetti dell’educazione di base è www.ilmiocucciolohills.it, alla
voce "addestramento". Ci sono anche un’utilissima sezione per l’insegnamento
della socializzazione e notizie generali sulla salute.
Il sito è
di una nota casa mangimistica statunitense e alcune sezioni sono destinate più
alla situazione americana che a quella europea, ma in generale ci sembra molto
buono.

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