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La Perdita E Il Lutto
Quando
adottiamo un animale da compagnia c'è un altro aspetto della nostra relazione
con lui che è bene considerare e, per così dire, mettere in conto: quel
piccolo teppista che corre dappertutto e sembra instancabile, tra dieci-quindici anni sarà una creatura vecchia e malandata, forse non ci sarà
più.
I nostri
animali di casa sono "programmati" per una durata di vita molto inferiore alla
nostra: possiamo fare tanto per farli vivere meglio e più a lungo, ma
inevitabilmente li perderemo. E’molto importante avere coscienza di questo, ci
aiuterà ad accettare la perdita, e forse a soffrire un po' di
meno.
Tutti i
proprietari sono colpiti dalla morte del loro animale, molti in modo davvero
profondo. Alcuni,
soprattutto se alla prima esperienza, sono stupiti dall'intensità del dolore che
provano e spesso si sentono in imbarazzo, pensano che sia fuori luogo ed
eccessivo (con tutto quello che succede nel mondo... in fin dei conti non è una
persona... ma sa dottore, era uno di noi...).
Non c’è
naturalmente di che vergognarsi perchè la perdita del nostro amico a
quattro zampe è un lutto vero, una improvvisa
solitudine, un'assenza che ci fa ripensare alla morte e ad altre morti che
abbiamo già sofferto, e va dolorosamente
elaborato.
Se però abbiamo già compreso, e
accettato, il diverso limite della vita nelle varie specie animali rispetto al
nostro, se pensiamo che avere vicino un animale da compagnia arricchisca la
nostra esistenza , e che il rischio di sofferenza sia inevitabile in ogni
relazione affettiva, ci sarà più facile pensare che quello che abbiamo perduto
non dovrà essere per noi l’ultimo compagno a quattro zampe. Ne potremo avere
altri, ognuno di loro sarà diverso e speciale, starà con noi in un altro
periodo della nostra vita e sarà un nuovo grande
amore.
L’EUTANASIA,
letteralmente “buona morte", inconsapevole e indolore. Viene preceduta da una
anestesia profonda con farmaci che aboliscono dolore e coscienza, ed eseguita
con altri che arrestano l’attività respiratoria, a cui segue un arresto
cardiaco. Non di rado può essere l’ultimo atto
d’amore verso il nostro animale, colpito da una malattia incurabile e
dolorosa.
Naturalmente non è
una facile via di fuga, dobbiamo essere certi che non ci sia altro da fare; vi
aiuteremo a decidere e vi staremo vicini.
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